Non solo vino, ma anche ben due Spumanti Metodo Classico e finanche una grappa. Quando raccontiamo le produzioni della nostra azienda, sono molti coloro i quali restano evidentemente sorpresi nello scoprire che, in Cantine di Marzo, non ci limitiamo soltanto alla versione ferma del Greco di Tufo e agli altri vini DOC e DOCG.
La sorpresa non si attenua neppure quando proviamo a spiegare perché sarebbe un errore considerare queste diversificazioni come delle produzioni secondarie rispetto ai nostri eccellenti vini.
A ben vedere, così come accade per il vino, tutto inizia dal grande riguardo che nutriamo per la nostra materia prima più preziosa: le uve di Greco di Tufo ottenute dalla coltivazione dei nostro nobile e antico vitigno. Gli Spumanti Metodo Classico di Greco di Tufo DOCG e la Grappa Cantine di Marzo, infatti, altro non sono che modi altri per rendere onore
alla straordinarietà del nostro ingrediente naturale per eccellenza.
Certo, le nostre motivazioni sortiscono sempre il loro effetto ma, come sempre accade, è nel momento dell’assaggio che il dubbio si dipana e la sorpresa lascia posto alla meraviglia. Ecco, è proprio quello l’attimo esatto in cui anche i più scettici realizzano, con profonda convinzione, quanto i nostri Spumanti Metodo Classico e la nostra Grappa non siano affatto produzioni di secondo ordine rispetto ai nostri celebri vini, bensì raffinatezze che riescono a raccontare molto sulla nostra azienda, sulla sua storia e sui suoi valori.
Tutti conoscono Cantine di Marzo, Tufo e l’Irpinia per essere eccellenti produttori di Greco di Tufo, Taurasi, Fiano di Avellino e Aglianico. Ma quanti sanno che il primo Spumante Metodo Classico della Campania è stato prodotto proprio da Cantine di Marzo e che risale addirittura al 1926 (quasi un secolo fa!)?
E quanti, invece, sanno che è solo dagli anni 70, con l’introduzione dei monovitigni, che si è iniziato a parlare di grappe di pregio?
Da quattro secoli a questa parte, Cantine di Marzo ha vissuto tutti i momenti chiave del comparto vitivinicolo irpino e campano.
Del resto, è la nostra storia a parlare. Abbiamo iniziato nel 1647, con l’introduzione di un nuovo vitigno ad opera di Scipione di Marzo, e siamo ancora qui, con Ferrante di Somma e Vincenzo Mercurio, a contribuire al rinnovamento del settore, attraverso una Grappa di Greco di Tufo e due Spumanti Metodo Classico Extra Brut.
Cosa hanno in comune Tufo e l’Irpinia con la regione francese della Champagne? Apparentemente nulla, ad eccezione di una lunghissima tradizione vitivinicola particolarmente focalizzata sulla coltivazione e sulla lavorazione delle uve a bacca bianca.
Eppure, anche in questo caso, bisogna guardare alla storia per comprendere come, nonostante qualche migliaio di chilometri di distanza, i nostri Spumanti Greco di Tufo Metodo Classico e i più celebri Champagne sono molto più vicini di quel che si possa pensare.
Anche questa vicenda inizia con un’epidemia, questa volta di fillossera, un parassita che alla fine dell’800 infestò gran parte dei vigneti francesi mettendo in ginocchio l’intera produzione. Grazie a quella crisi di produzione, si intensificarono gli scambi commerciali tra Cantine di Marzo e i maggiori centri di produzione d’Europa, tra cui quelli francesi.
In quegli anni, oltre a esportare i propri vini, Cantine di Marzo importava conoscenza sui raffinati metodi di rifermentazione in bottiglia utilizzati dai produttori dello Champagne. Fu così, dunque, che, nel 1926, il nostro storico enologo Fiore Bottiglieri ebbe l’idea di produrre il primo Spumante Metodo Classico a base di Greco di Tufo.
Oggi, se ne producono due. “Anni ‘20”, Greco di Tufo Spumante Docg Metodo Classico Extra Brut, che riporta nel nome il ricordo di quelle vicende, e “1930”, il nuovo Spumante Metodo Classico delle Cantine di Marzo, dedicato alla memoria di Filippo di Somma, amministratore dell’azienda fino al 2019.
L’intuizione di iniziare a produrre una Grappa di Greco di Tufo Cantine di Marzo è strettamente legata alla nostra consapevolezza plurisecolare: il pregio delle uve che otteniamo dal nostro vitigno è indiscusso e indiscutibile, ed è nostro dovere lavorare per evitare ogni possibile spreco.
Per chi, come noi, deve tutto alla generosità della natura, combattere lo spreco è un obbligo morale, prima ancora che un’opportunità di business o una necessità dettata dall’emergenza.
Del resto, ce lo hanno insegnato i nostri nonni e tutti coloro i quali hanno lavorato in vigna o in cantina prima di noi: le vinacce, una volta vendemmiate e pigiate, hanno ancora molto da dare e da dire.
Con questa Grappa di Greco di Tufo abbiamo voluto rendere omaggio alla cultura contadina, che è la nostra cultura, mettendone a frutto gli insegnamenti.
Il rifiuto diventa tale solo quando non può più essere riutilizzato in alcun modo.
SCOPRITE LA NOSTRA GRAPPA
La versatilità del vitigno Greco di Tufo è pari solo alla sua immensa qualità. Vino, spumante e grappa: quale che sia la forma assunta dalle sue uve, sappiamo già in anticipo, con scientifica certezza, che ne otterremo un prodotto dalle caratteristiche straordinarie.
Supponenza? Arroganza? No di certo, soltanto l’esperienza maturata sul campo in quasi 400 anni di attività.
“Il monovitigno è un dovere, quando si ha la fortuna di lavorare con un’uva così pregiata. Il merito è tutto di Madre Natura. A me, invece, solo la responsabilità di dare forma a un progetto in grado di rispondere alla domanda che mi pongo di continuo: come fare per sostenere la natura e aiutarla a fare il suo corso?”
Vincenzo Mercurio, winemaker di Cantine Di Marzo