Con la sua storia lunga quasi 4 secoli, Cantine di Marzo è la più antica azienda vitivinicola della Campania ancora in attività ed ancora appartenente ai discendenti della famiglia di Marzo.
Fatti incredibili, vicende piacevoli e meno piacevoli, incontri con personaggi illustri e instancabili lavorori: ne sono accadute di cose dentro e intorno al palazzo storico di Tufo (in provincia di Avellino) che ospita, da sempre, la nostra Storica Cantina all’interno delle sue antiche mura medioevali.
Sebbene ci si potrebbe riempire un libro voluminoso, abbiamo selezionato alcuni degli episodi più importanti della storia della nostra azienda
1647
La leggenda di famiglia racconta che Scipione di Marzo fugge dalla peste di San Paolo Bel Sito, vicino Nola, e si trasferisce a Tufo, portando con sé alcune piante di un l’uva di un antico vitigno diffuso sulla costa Campana, identificato con il “Greco del Vesuvio“. Qui dà avvio ai lavori di costruzione del Palazzo che ingloba l’antica cinta muraria del paese, attualmente sede dell’azienda e delle sue storiche cantine.
1827
Con un atto ufficiale depositato alla Camera di Commercio, viene ufficialmente fondata l’Azienda Agraria di Marzo (così si chiamava all’epoca). Si tratta della più antica azienda vitivinicola della Campania e una delle prime di tutto il Sud Italia.
1866
Francesco di Marzo, avvia l’attività estrattiva di zolfo, di cui il sottosuolo di Tufo era particolarmente ricco, dando lavoro fino a 800 persone.
1981
Il senatore Donato di Marzo, insieme al senatore Giustino Fortunato, si fa promotore della costruzione della ferrovia irpina, che diventerà poi “Ferrovia del Vino“. Questa rete ferroviaria permise di intensificare gli scambi commerciali tra l’Irpinia e l’Europa, in particolare con la Francia, dove l’industria enologica vive grandi difficoltà a causa della diffusione di fillossera.
1926
Nasce il primo Spumante Metodo Classico mai prodotto in Campania. Un traguardo reso possibile grazie alle intense relazioni stabilite dalla famiglia di Marzo con diversi imprenditori francesi e dal lavoro dell’enologo tufese Fiore Bottiglieri.
1932
Alberto di Marzo constribuisce a portare l’Irpina alla ribalta del panorama Nazionale con l’organizzazione del circuito automobilistico “Principe di Piemonte“. Vincitore della 5° edizione Tazio Nuvolari con la scuderia Ferrari. Dopo la gara automobilistica la famiglia reale (il Principe Umberto II di Savoia e la consorte Maria Josè del Belgio) si recarono a Tufo per visitare l’azienda mineraria; per l’occasione ai Reali fu offerto del vermouth, a base di Greco di Tufo, creato apposta per l’occasione.
2009
Dopo decenni di decadenza ed abbandono, ed in seguito alla morte di Marcella di Marzo l’azienda passa ai pronopoti Ferrante e Maria Giovanna di Somma, eredi diretti dei di Marzo, da parte di nonna paterna. L’impegno in azienda diventa quotidiano e sempre più ambizioso. Dopo il rinnovo completo degli impianti di produzione, nasce la Linea Premium, la gamma di vini pensata esclusivamente per il mercato Ho.re.ca..
2016
Ferrante di Somma, divenuto ormai l’unico amministratore dell’azienda, affida la conduzione enologica al visionario Winemaker Vincenzo Mercurio. È da questa straordinaria collaborazione che nasce il progetto zonazione aziendale, che prevede la vinificazione separata di ogni vigna, con la produzione di ben quattro cru Greco di Tufo Docg Riserva: Vigna Serrone, Vigna Ortale, Vigna Laure e Mulino Giardino, dalla Vigna Torre Favale.
2017
Nasce 1930, il Greco di Tufo Spumante Metodo Classico dedicato alla memoria di Filippo di Somma.
2025
Viene presentato Didymos, Greco di Tufo DOCG Riserva macerato e vinificato in anfora. Con questo vino Cantine di Marzo esplora una nuova dimensione sul Greco di Tufo.
Oggi Cantine di Marzo è un’azienda con
una produzione annua di circa 160.000
bottiglie bevute in almeno 12 paesi del mondo.