La Storia2019-04-04T15:16:27+02:00

UN NOME LEGATO AL TERRITORIO

Chi siamo, la nostra storia.

La leggenda racconta che nel lontano 1647 Scipione di Marzo, capostipite della famiglia, lasciò il paese natale di San Paolo Belsito, vicino Nola, per sfuggire alla peste che imperversava in Europa, rifugiandosi a Tufo. La tradizione vuole che portò con sè l’uva di un antico vitigno diffuso sulla costa Campana, chiamato Greco del Vesuvio. Nel corso dei secoli, l’uva si adattò perfettamente alle colline di Tufo col loro sottosuolo unico, ricco di minerali, in particolar modo zolfo, che conferisce al vino la sua particolare mineralità. Nel 1648, quindi, Scipione cominciò la costruzione del Palazzo, che ingloba l’antica cinta muraria del paese, e delle storiche cantine.

 All’attività vinicola della famiglia, si aggiunse presto la produzione di zolfo, grazie alla scoperta nel 1866 di un ricco giacimento di questo minerale proprio lungo il fiume Sabato. Si racconta infatti che Francesco di Marzo, mentre era a caccia sulle sue terre, vide dei pastori che bruciavano delle strane pietre per riscaldarsi. Esaminando queste pietre che sprigionavano un odore acre, Francesco scoprì che si trattava proprio di zolfo.

L’area di Tufo si trasforma perciò di lì a poco in un’importante nucleo d’insediamento industriale, offrendo lavoro a più di 800 persone, perfino con fenomeni di immigrazione dal nord Italia. La presenza e la disponibilità dello zolfo inoltre gioverà all’esplosione della coltivazione della vite in tutta l’Irpinia, dando origine alla cosiddetta tecnica della “zolfatura” che permette di proteggere i grappoli dagli agenti patogeni esterni.

Gli stabilimenti industriali, che costituiscono un bellissimo esempio di archeologia industriale, chiusero i battenti negli anni ’80 del ‘900, quando estrarre lo zolfo dalle miniere non era più conveniente.

Fra la fine dell’800 e il primo decennio del ‘900 Donato di Marzo fu Deputato e Senatore  del neonato Regno d’Italia dal 1880 al 1911, svolgendo un ruolo essenziale nello sviluppo della ferrovia nella provincia, da lì a poco chiamata propriamente ferrovia del vino, che collegava i migliori e maggiori centri di produzione vinicola delle colline del Sabato e del Calore direttamente con i maggiori mercati italiani ed europei.

Con una tradizione vitivinicola che risale, dunque, al Seicento, le Cantine di Marzo si registrano ufficialmente presso la Camera di Commercio di Avellino come Azienda Agricola nel 1833, risultando essere quindi la più antica cantina della Campania e tra le più antiche del Sud Italia.

FINO AI GIORNI NOSTRI

La Famiglia di Somma

Dopo mezzo secolo di letargia, le Cantine di Marzo sono passate nel 2009 sotto il controllo della famiglia di Somma, discendenti diretti dei di Marzo.

Filippo di Somma, figlio di Maria di Marzo, e i suoi due figli, Ferrante e Maria Giovanna, hanno intrapreso importanti investimenti attraverso un ambizioso programma di rilancio e sviluppo aziendale, allo scopo di riportare i vini dell’azienda a un livello qualitativo che rifletta la tradizione di una delle cantine più antiche d’Italia.

Ferrante di Somma ha vissuto e lavorato per molti anni tra Francia, Inghilterra e Russia. Proprio in Francia consegue un master in marketing e commercio del vino, presso l’Ecole Superieure de Commerce di Dijon,in Borgogna. La sua formazione internazionale e la sua passata collaborazione con diversi produttori francesi e italiani gli permettono di rilanciare sul mercato nazionale ed estero l’azienda. E’ sua l’idea di puntare sulla zonazione del Greco e valorizzare le peculiarità del territorio di Tufo, presentando nel 2017 sul mercato tre Cru di Greco di Tufo: Colle Serrone, Laure ed Ortale.

Con una produzione annua di circa 110.000 bottiglie, le Cantine di Marzo mantengono ancora oggi il carattere di una piccola azienda a gestione familiare, i cui vini, però, sono presenti in più di 12 paesi del mondo.