Il mio vino 2011 - Aglianico

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Davide e Golia
Quattro Aglianico a meno di 12 euro contro uno da 28
Abbiamo messo a confronto alcuni grandi rossi del sud Italia ottenuti con uve aglianico. Quelli campani e lucani hanno saputo conquistare i nostri esperti, tranne il più caro che è sembrato anche il più “cotto”
L’
aglianico è uno dei vitigni a bacca rossa più importanti del nostro sud. Si può vinificare per fare un vino che porta lo stesso nome del vitigno ma anche dare vita al Taurasi, un grande rosso campano, Docg dal 1993. In questo caso però l’aglianico può essere coltivato solo nei territori di 17 comuni, tutti in provincia di Avellino. Il vitigno ha una delle origini più antiche che si possa vantare. Sembra che la sua apparizione in quell’area collinare in cui si incontrano i confini di tre regioni
– Campania, Basilicata e Puglia – sia databile tra il VII e il VI secolo avanti Cristo. Ce lo portarono i soliti Greci, dopo essere sbarcati a sud, in Calabria e in Puglia e dopo aver risalito ed esplorato le campagne alla ricerca dei luoghi più fertili per la vite. Aglianico sta proprio per ellenico o ellanico, a indicare i luoghi “d’importazione”, tra le isole dell’Egeo. Qualcuno sostiene che il nome derivi dalla antica città }
Il grappolo di aglianico ha forma di solito cilindrica o lievemente conica e pesa al massimo 250 grammi.
Golia 28 EURO
Aglianico del Vulture Doc “Basilisco” 2003 Azienda Agricola Basilisco Via Piave 35 85022 Barile (Pz) tel. 0972.771030 fax 0972.203293 Questo rosso prodotto in Basilicata, e conservato nelle caratteristiche cantine di tufo di Barile, ha sempre tenuto alta la bandiera degli Aglianico del Vulture e non solo. Con l’annata 2003 tuttavia la bandiera sembra decisamente ammainata. Il vino nel bicchiere si presenta bene, rosso rubino molto intenso con bei riflessi granati. Al naso però le aspettative vengono un po’ deluse. I profumi ricordano una marmellata rossa un po’ passata, ottenuta quasi con frutti ammaccati, con note calde che danno pizzicore al naso. In bocca la situazione “si aggrava”. Il sapore che si distribuisce sulla lingua e sul palato è quello di un vino cotto, di un rosso dove si riscontra la totale assenza di acidità e quidi di freschezza. Rimane il gusto deciso di marmellata un po’ vecchiotta e una sensazione tannica ancora ruspante, ovvero poco armonica. Nel complesso un prodotto in cui sono in prima linea note ossidative che non testimoniano certo a favore della capacità dell’Aglianico al lungo invecchiamento. E’ vero, il vino è ottenuto da uve vendemmiate sette anni fa, ma ci è capitato spesso di assaggiare Aglianico anche di una quindicina d’anni in grado di mostrare ancora intatta la loro veemenza. Un Basilisco dunque sotto tono, quello del 2003.
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di Elea, che stava là dove la Basilicata si affaccia sulla costa tirrenica. Ma anche Elea era stata fondata dai Focesi, navigatori di stirpe greca. Quindi il marchio d’origine rimane. Poi furono i Romani a dare forza a quella che loro chiamarono vitis ellenica, trasformandone le uve in Falerno, un vino rosso che si produce ancora tra il sud del Lazio e il nord della Campania.
Tra il Taburno e il Vulture
Il vitigno è oggi diffuso principalmente nelle tre regioni combacianti, ma si trova pure in aree calabresi, siciliane e sarde, con una puntata anche in qualche piccola zona abruzzese e molisana. Dove dà di più, da sempre, comunque restano certe zone campane e della Basilicata, specie dove i vigneti possono affondare le radici nei suoli vulcanici, che per fortuna non ci mancano. Come quelli intorno al Taburno, per esempio, nel beneventano, o quelli del Vulture, a nord della Basilicata. Il Vulture è un vulcano che sale fino oltre i 1300 metri, non è più attivo da millenni, (però non si può ancora considerare spento, dicono i vulcanologi) ma ha avuto tutto il tempo di disseminare il territorio intorno, per un’estensione di 45 mila ettari solcati da valloni e punteggiati da dossi, cenere, lapilli, lave, tufo e minerali di vario genere. Il tutto poi si è amalgamato, sfaldato, rimescolato con gran gioia delle viti selvatiche e di altre piante. I greci lo avevano ben capito e non per niente si piazzarono qui, intorno al Vulture, in pianta stabile. Potendo contare anche su numerose sorgenti. Oggi la zona è anche nota non solo per l’ Aglianico del Vulture ma pure per le acque minerali. Proprio ai piedi del Vulture, dove all’incirca 5mila ettari sono piantati ad aglianico, si trova Barile, cittadina antica dove si trovano ancora alcune seshe, grotte scavate nel tufo che
Davide 8,10 EURO
Irpinia Doc Aglianico “Cantine Storiche di Tufo” 2009 Di Marzo Via Gaetano di Marzo 2 83010 Tufo (Av) tel. 0825.998022 fax 0825.998383 www.cantinedimarzo.it Un Aglianico davvero interessante proveniente dall’Irpinia. Nel bicchiere è rosso rubino intenso, con riflessi violacei in evidenza. I profumi non sono prorompenti ma sono netti e ben distinti: liquirizia, more e, assai piacevoli, di viola. In bocca svela una discreta nota tannica, non astringente, e una buona acidità che lo rende fresco al gusto. La persistenza è ottima, con un retrogusto di note erbacee fresche. L’annata è recentissima, la 2009, e dimostra la versatilità del vitigno.
9 EURO
Sannio Doc Aglianico 2007 Torre del Pagus Via Cirasiello 82030 Paupisi (Bn) tel. 0824.886084 fax 0824.886084 www.torredelpagus.it Aglianico sannita, prodotto nel beneventano dalla famiglia Rapuano, che ha aperto ufficialmente i battenti dell’azienda nel 2001, dopo un lungo periodo di sperimentazioni. Il vino ha un bel colore rubino intenso con riflessi violacei brillanti. Armonici i profumi di frutta rossa e viola, accompagnati da toni balsamici. In bocca è caldo e corposo, il tannino è elegante, si avverte ma non allappa. Il finale gustativo è intenso e riporta al palato il gusto della frutta rossa.
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Ai piedi dei monti Taburno (in Campania) e Vulture (in Basilicata) si trovano le aree maggiormente vocate.
10 EURO
Guardia Sanframondi Doc Aglianico 2007 Aia dei Colombi Contrada Sapenzie 82034 Guardia Sanframondi (Bn) tel. 0824.817384 fax 0824.817956 www.aiadeicolombi.it Conifere e querce circondano le vigne di Guardia Sanframondi, paese medioevale a 28 km da Benevento. Qui si trova l’azienda fondata nel 2002 dalla famiglia Pascale. Questo Aglianico mostra nel bicchiere il suo bel colore rubino intenso con luminosi riflessi porpora. Al naso regala aromi gradevoli di frutta rossa matura e di piccoli frutti di bosco, specie di lampone. In bocca svela la sua ampia struttura, con una sensazione tannica evidente ma che non disturba. E’ equilibrato, ricco.
11,50 EURO
Aglianico del Vulture Doc “Shesh” 2006 LeLùSi Viticoltori Via Croce 3 85022 Barile (Pz) tel. 02.4043805 fax 02.4041902 Bei vigneti esposti a sud ovest, a 450 metri di altezza, per godere di tutte le “agevolazioni” del clima e del terreno ricco di minerali vulcanici. Questo Aglianico chiamato Shesh si mostra col colore rubino dai riflessi decisamente granati. Gli aromi ricordano la marmellata di prugne, chiodi di garofano e pepe nero, con un finale lievemente tostato. In bocca si sente ancora un po’ l’astringenza del tannino che però non copre il buon gusto di frutta rossa. Ottima la persitenza.
hanno fatto e fanno da cantina superba al vino Aglianico. Qui si trova la tenuta Basilisco, che ha una ventina di ettari di vigneti e affina i suoi due vini – Basilisco e Teodosio – proprio in una di queste cantine tufacee. Basilisco, al debutto nel 1992, è sempre stato l’Aglianico di punta non solo dell’azienda ma dell’intera Basilicata. Basilisco deriva da basiliskos, che vuol dire, in greco, “piccolo re”, come era chiamato Teodosio II quando era governatore della Basilicata. Sull’etichetta del vino c’è l’effige dorata proprio di Teodosio, tratta da una moneta bizantina. Nei bicchieri dei nostri esperti è stato versato del Basilisco dell’annata 2003. Ci si aspettava un grande rosso, data l’origine e i trascorsi del vino, il luogo di produzione, la capacità dei produttori, il periodo di invecchiamento ottimale (l’Aglianico del Vulture è capace di andare senza sbavature fino oltre i 15 anni). Invece il vino è sembrato perdere una buona parte della sua stoffa, della sua corposa ma armonica sostanza, della “fierezza indomita” che in altre annate lo aveva caratterizzato. Confrontato con altri Aglianico della sua zona o del vicinato ci ha rimesso dei punti. E, a metter di fianco tutte le schede di degustazione, neanche pochi. Quello che lo ha sopravanzato maggiormente è stato proprio un Aglianico della stessa zona, il Shesh, annata 2006, prodotto dalla LeLùSi, chiamata così dall’unione delle iniziali di Letizia, Luca e Simona, i tre giovani padroni di casa. Un grande Aglianico del Vulture, davvero rappresentativo del territorio e del vitigno coltivato alla perfezione. Dalla sua ha anche un prezzo più favorevole al nostro portafoglio, costa meno di 12 euro contro i 28 del Basilisco. Appena un paio di punti di meno, ma}
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di prezzo ancora inferiore, gli altri tre Aglianico che i nostri esperti hanno preferito a quello che sta rivestendo il ruolo di Golia. Tre vini eccellenti, classificabili quasi a pari merito tra loro. Si Tratta di tre rossi campani. Il primo
Aglianico deriva dalla parola Ellenico, a indicare la provenienza del vitigno
L’ondulata campagna beneventana è una delle più adatte alla coltivazione dei vigneti di aglianico.
Molte aree campane e lucane di coltivazione dell’aglianico sono caratterizzate da rilievi vulcanici, anche nella conformazione, e da climi prevalentemente freschi.
è il Cantine Storiche di Tufo, annata 2009, quindi giovanissimo, prodotto dall’azienda agricola Di Marzo, che ha sede a Tufo, nell’avellinese. Fresco, di una piacevolezza assoluta. Il secondo lo fanno a Guardia Sanframondi, nel beneventano, nelle cantine di Aia dei Colombi, azienda nata nel 2002 per merito di Marcellino Pascale in contrada Sapienze. Un vino del 2007 ricco, completo, campione di eleganza. Il terzo Aglianico, anche lui del 2007, va sotto la denominazione di Sannio Doc e si produce nelle vigne e nelle cantine di Torre del Pagus, a Paupisi, alle falde del Taburno, massiccio che si erge sulla campagna beneventana. Un rosso campano che si distingue per la sua determinazione in bocca ma anche per il suo equilibrio. ❦
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